I morti della discordia

Posted on 02/08/2010

0


In Italia già alla vigilia delle ricorrenze storiche (quelle importanti, di valore nazionale) iniziano le polemiche. Questa volta perché la ricorrenza è tipicamente di sinistra. L’attentato di quel 2 agosto di 30 anni fa scatena molti ricordi: le vittime, la stazione straziata, poi l’orologio della stazione fermo su quella tragica ora. Se vogliamo in Italia quasi tutte le ricorrenze sono “di sinistra”. Solo recentemente si è introdotto ( forse a torto o forse no) un giorno della memoria destinato alle vittime delle foibe, altrettanto orribile soluzione titoista di vendetta verso chi si era macchiato di crimini in nome del fascismo, ma anche verso chi aveva semplicemente passaporto italiano.

Anche nella strage di Bologna c’era la firma del terrorismo fascista. Con gli ultimi vagiti dell’ormai defunto MSI, si può dire che il capitolo del terrore fascista è (quasi) chiuso. Quindi la domanda sorge spontanea: perché oggi sembrava di essere tornati ai tempi del PCI, con una manifestazione guidata esclusivamente dalle forze politiche di sinistra? perché a destra si sono rifiutati di partecipare?

La frammentazione e la crisi del quadro politico recente sembra peggiorare le cose. A sentire Giovanardi (sottosegretario della presidenza del consiglio) “La strage, che colpì cittadini inermi di tutte le età e di tutti i partiti , sin dai funerali del 6 agosto a cui partecipai come neo eletto consigliere regionale dell’Emilia Romagna -accusa Giovanradi- fu strumentalizzata per creare una bolgia di insulti e sputi nei confronti del Governo di allora, che colpirono particolarmente Craxi e Cossiga”, questa dichiarazione, ovviamente ha provocato che tutta una serie di repliche ulteriori, polemiche e quant’altro dalla parte opposta.

La questione si complica. Accendendo il televisore sbadatamente sul quarto canale, ecco che improvvisamente sento tuonare Emilio Fede che quasi col fiatone asserisce ” oggi 2 agosto ricorrenza della stragedibolognamemoriainfangata-da-inutili-polemiche-che-offendono-la-memoria-di-tutte-le-vittime…”. Ci risiamo. Reticenza. Ma io mi dico “chi non può rendere omaggio alla memoria se non la politica, non sarà pulita, ma una volta tanto può cessare di essere lo zimbello d’europa, chiudere quel bordello che non è altro, e fare la seria?” evidentemente no. Le ricorrenze non sono della sinistra, ma lei ovviamente se le prende con orgoglio.

E poi ancora perché imprigionare il famoso elettorato (noi! in carne e ossa) in questo odiabile continuum che va da sinistra a destra? perché non si smette di puntare il dito contro chi è di sinistra o di destra come se fosse una parolaccia? Perché lo scontro è ancora spalmato su quell’odioso tema che fa parte di storia passata, il comunismo che non è mai arrivato in Italia nei termini di regime (solo in fase di repubblica e non ha mai governato da solo) agitandolo ancora come uno spauracchio ogni volta che si presenta l’occasione perchè non si sa cosa dire.

In realtà per dirla tutta c’è ancora chi è fascista in pectore, chi non ha mai smesso di credere che il regime in realtà ha fatto tante cose buone e i traditori sono quelli che si sono consegnati nelle mani degli alleati rifiutandosi di combattere a fianco dei propri camerati. L’Italia non ha mai svolto un serio processo di epurazione, un po come ha fatto la Germania con nazismo, con quelle generazioni intere cresciute durante il regime e con il regime, che continuano a sperare nei valori di una volta inculcandoli ai propri figli. Allora perché gridare così tanto mettendo in evidenza il rosso piuttosto che il nero?  e perché il presunto “rosso” non si difende con altrettanta veemenza? Anzi.  Rifornisce di continuo nuovi appigli a chi lo critica, usando un gergo obsoleto e stantio ancora troppo di partito.

Risultato? la gente è stanca e vota sempre meno, fino a quando un cambiamento radicale non stravolge tutto. Allora si forma una nuova repubblica che però ha lo stesso dna della precedente.

Annunci
Posted in: italia