Mattoni e cemento

Posted on 23/11/2010

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Ancorati a qualche storia sul tradimento e il perdono in televisione. Non é così che sogno. Sono i gusti che ci distanziano? oppure è un profondo sentimento di oppressione che non condividiamo?Io, per quel che mi riguarda, non potrei mai ignorare Tognazzi o un racconto di Piero Chiara, o il Casanova di Fellini e la sua colonna sonora surreale per un pugno di i-phone o social network.Non posso mai scordare una bella canzone degli Smiths, un libro letto che mi ha fatto vivere nelle sue pagine più di una serata promettente. Ho ben presente il piacere fine a se stesso di vagare nelle strade e guardare i colori spenti o accesi che siano. Non riesco e non posso dirigere la mia attenzione e i miei sforzi in un vicolo cieco che parli di quello che la gente vuol sentirsi dire e raccontare. Disprezzo i talk show e le fiction lunghe anni, rifuggo i reality, le rottamazioni e i facili moralismi delle parti politiche. Amo, vedo sento veramente anche a costo di rasentare la sfiga, di apparire funerea, di non essere d’accordo con nessuno che sia di destra o sinistra, alla moda o squisitamente fuori dal coro. Assumo volontariamente quel peccato che é la vita interiore, non sfoggio a buon mercato  ne troppo gratuitamente al pubblico pezzi della mia vita immortalati in fotografie da commentare, non offro santini di me stessa, fotogenica che sia, da ricordare, ma assaporo gli attimi intensi e spendo tutto ciò che conosco.

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