Progresso o regresso?!

Posted on 25/11/2010

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E’ stato durante la fiaccolata in memoria di Don Peppe Diana che conobbi un esponente del comitato contro il termovalorizzatore che dovrebbe essere costruito qui a Parma. Allora io e il mio amico rimanemmo un pò scettici a sentire le teorie un pò utopiche che venivano fuori dalla bocca di quel signore: “diffondete la voce, insieme possiamo bloccare il progetto” quando invece il progetto era già stato approvato e la cittadinanza sembrava favorevole e rassegnata di fronte a questa cupola di progresso.

Ed ecco che arriva puntuale il risultato di quell’indifferenza generale, proprio perché oggi lo scenario si fa molto più inquietante: in comune qualcuno non sembra più tanto sicuro di volere il “termovalorizzatore” (che suona meglio di inceneritore, salva le nostre menti dall’associare lo smaltimento dei rifiuti ai forni crematori dei campi di concentramento) perchè ora i costi sarebbero aumentati.

La multiutility Iren, ex Enìa, a quanto pare ha mandato una lettera al sindaco Vignali con la quale ha fatto presente che i costi ora sono aumentati da 175 a ben 315, ma, assicura la multiutility, i costi non ricadranno sulle bollette. A questo punto il primo cittadino ha obiettato che questa rassicurazione risulterebbe ambigua poichè è il decreto Ronchi a stabilire che “le spese sostenute devono essere scaricate in bolletta”; in concreto si passerebbe da una bolletta di 120 a una di 180 euro(ndr).

Prima di tutte le polemiche, politiche sopratutto, era stato proprio il comitato anti-term gestione corretta dei rifiuti a denunciare l’aumento vertiginoso dei costi.
Tutto è avvenuto tramite una lettera anonima spedita al comitato con dentro il Piano economico finanziario e il quadro tecnico economico nel quale c’era proprio l’aumento shoccante di 315 milioni. Non c’è dubbio che secondo il comitato l’aumento servirebbe per costruire un terzo forno a Ugozzolo anzichè due.
Cosa significa? Significa che le tonnellate di immondizia da bruciare aumenterebbero raccogliendo un bacino di rifiuti delle province vicine. Quello che interessa alla società di Torino è solo il business che sarebbe stimato intorno ai 20 milioni.

Noi cittadini invece ci teniamo tre forni a Ugozzolo che producono diossina e cancro, addio alla qualità del cibo e della vita.

Un problema in più é l’indecisione del sindaco. Non si capisce ancora se vuole o no questo maledetto inceneritore e si appiglia esclusivamente alla correttezza delle procedure dell’affidamento della costruzione del termovalorizzatore del 2006 . Nelle sue parole non si ravvisa nè preoccupazione reale per la salute collettiva e neppure denuncia nei confronti della società che gioca in modo sleale.

Siamo tutti perduti se anche le uniche garanzie politiche cessano di agire: sia la politica che iren ora si blindano dietro un silenzio stampa tombale, un silenzio che inquieta essendo stato generato in modo inaspettato dalla fame di soldi, simbolo di un progresso decadente.

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Posted in: ambiente, italia, parma