L’ouragan Assange, ovvero: perché i Governi ne hanno paura

Posted on 07/12/2010

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Un nuovo eroe del diritto di cronaca si affaccia in questi tempi così bui e corrotti. Si chiama Julian Assange ed è un “editore” come si definisce lui stesso. Sì perché non è l’autore di tutti i documenti raccolti e diffusi in tutto il mondo sulle attività segrete dei governi e le loro rispettive posizioni, ma semplicemente pubblica quegli stessi contenuti.

Il primo scossone è avvenuto lo scorso luglio, quando wikileaks diffuse dei documenti riguardanti le missioni americane in Iraq, facendo luce  sugli errori e le fallace commesse dal governo usa in medioriente. In quell’occasione Obama, già provato da altre critiche mossegli dall’opinione pubblica, in conferenza stampa fece capire che quei documenti non erano segreti e che s’era fatto tanto rumore per nulla. Insomma un modo come un altro per parare il colpo con disinvoltura.

Oggi invece ad essere coinvolti sono tutti i governi del mondo, come dire qualcuno ha preso il coccodrillo per la coda. Dei documenti che minacciano di essere resi pubblici ne sono stati mostrati solo qualche decina, ma ne esistono molti di più: ad esempio per l’italia ne esistono tremila e oltre ma ne sono stati diffusi solo una quindicina.

http://213.251.145.96/questo è wikileaks. Cliccandoci su ci si trova di fronte ad una serie di archivi ordinati per argomenti; amici, nemici, incidenti, documenti di propaganda etc con a fianco il numero di documenti che sono presenti per quell’argomento. Ci manca solo la traduzione in tutte le lingue e poi sarebbe perfetto. Alle agenzie di informazione di tutto il mondo e a moltissimi giornalisti Assange sta già simpatico una cifra. Un pò perché è un modello da seguire un pò perchè ha il fascino del perseguitato. Insomma ora ad Assange se gli va bene si fa 50 anni di carcere.

Tutti ci chiediamo perché in realtà lo si stia perseguitando così, se tutti i governi minimizzano le notizie che sono venute a galla. Se non c’è nulla da temere perché sono cose risapute. Ma il non sapere cosa c’è ancora da sviscerare, eh quello brucia più di tutto. Sicurezza nazionale? Mah. La gente in ogni parte del mondo, di ogni religione, di qualsiasi partito, di qualunque colore, vuol sapere. Vuol sapere perché intuisce, perché il tipo di “democrazia” il modello dominante ha fallito, non è più sufficiente, e non riesce a gestirsi. La gente sa, ma vuole gli atti, vuole nero su bianco.

Intanto in italia Frattini replica duremente l’incarcerazione di Assange, che sarà giudicato il 14 dicembre in Inghilterra. Repliche dure, dai toni fascisti e piduisti. Però tutto sommato in linea con il nostro governo.

Come andrà a finire nessuno lo sa. L’editore di wikileaks rischia, anche se avverte che ha gente situata ai quattro angoli del mondo pronta per diffondere nuovi “leaks”. Per ora Assange è già un eroe.

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