Il delirio del broccolo

Posted on 19/12/2010

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Siamo entrati un una nuova stagione di terrore. Eversivi di sinistra irrompono nei cortei per disseminare terrore e qualcuno della sinistra li copre parlando di infiltrati. Questa è la tesi di Maurizio Gasparri che come al solito ci fornisce momenti di puro sollazzo in questo “serio” panorama politico che ci ritroviamo.

Siamo in democrazia bisogna accogliere tutte le opinioni. Il capogruppo dei senatori del Pdl ricorda pure la retata del 7 aprile ’79 in cui vennero arrestati eversivi di sinistra; bisogna agire come allora, e la soluzione è il carcere preventivo.

Dietro ai tafferugli romani ci sarebbero tutti i centri sociali della città che avrebbero inquinato il pacifico manifestare della gente per bene. Questi sarebbero stati coperti dalla sinistra, che a tal fine avrebbe addotto la tesi degli infiltrati all’interno del corteo. Insomma per Gasparri lo scenario sembra essere quello di un temuto ritorno agli anni di piombo, gli anni dei sequestri politici delle brigate rosse e degli attentati fascisti nelle piazze.

A cavallo di una imbelle polemica, quella di questi giorni, sui buoni e sui cattivi, ci si è chiesti in realtà se tutti i tafferugli non fossero tuttavia espressione della democrazia, e che forse i poveri cristiani chiamati a proteggere l’ordine pubblico non avessero avuto bisogno che di attrezzature migliori e che non fossero stati mandati allo sbaraglio di fronte ad una baraonda di tal natura, come si evince guardando i video di repertorio girati dalla parte di chi per lavoro doveva difendere l’ordine.

Se la pensiamo così, allora ci ritroviamo di fronte al volere della nostra politica di soffocare il dissenso in tutte le sue forme. Nascondendosi dietro allo spettro invocato tante volte della violenza, si vorrebbe puntare il dito contro un “chi” indefinito, un male da distinguere contro un altrettanto indefinito bene.

Mi viene da pensare che se la funzione della politica è quella di fare le leggi, allora con gente come Gasparri al governo stiamo messi davvero come il cavolo. Legittimare il carcere preventivo ancor prima di esprimere il proprio pensiero mi sa tanto di tessera del tifoso, mi sa tanto di diritti che ancora una volta si vanno a fare benedire.

La democrazia è una santa cosa, ma se viene usata come un boomerang da questa gente raccapricciante allora non è della violenza nei cortei che dobbiamo aver paura.

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Posted in: politica