l’insostenibile leggerezza dell’inutile

Posted on 18/02/2011

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Ci sono cose che hanno bisogno di essere smaltite nel tempo. E non parlo solo di cibarie, ma anche di inutili fronzoli indotti a forza a  suon di cucchiaiate all’interno delle nostre meningi sull’onda del consumismo in periodi festivi che dovrebbero suggerire ben altro. Dico smaltite perché sono indigeribili, e ci vuole un periodo di latenza molto lungo per riprendersi.

Il vecchio discorso del protrarre l’attenzione su cose piacevoli per far dimenticare tutto il resto. Calcio, cucina, moda e bellezza. Ma detto così sembra che non sia nulla di male.

Personalmente, e sottolineo personalmente mi pare che sia un offesa sotto tutti i punti di vista della dignità umana (che secondo il testo unico sulla radiotelevisione del 2005 dovrebbe essere difesa a spada tratta da tutti i fornitori di contenuto) mandare in onda un inutile servizio sui negozi di Milano dove vanno a vestirsi i chiwawa più facoltosi: pulloverini tempestati di diamanti, collarini con le borchiettine e quanto altro può esserci di più inutile.

Dico inutile perché non è utile e in quanto tale non serve a nulla. Posso solo immaginare il mio prototipo di donna italiana di mezza età che nella sua vita di tutti i giorni può trovare curioso un servizio del genere. Ma a cosa serve. Io ho 23 anni e a me non serve sapere in quale negozio di Milano potrò andare a comprare un guinzaglio placcato in oro per il mio barboncino rosa. D’altronde a una signora che all’una di pomeriggio prepara la pasta con le cicorie non vedo a cosa possa servirle. A sorridere? eh sì di cosa? Di come sono stupidi quei ricconi che vanno a fare shopping per degli animaletti che a malapena si tengono in piedi e che girano in limousine ? della commessa che parla con il cagnetto mentre questo si sta specchiando  consigliandogli un giubbettino che gli snellisce i fianchi? o sorride forse perché mentre suo marito sta al freddo sul tetto della sua azienda per avere prolungato il posto di lavoro solo per qualche altro mese e la tv italiana si scorda dei più deboli, e porta alla ribalta i chiwawa?

Oh, e come continuare a vivere senza sapere la terribile storia della ragazza che si è vista spodestare il suo trono dalla seconda arrivata al concorso di bellezza? Inquadriamo lo stacco di coscia, le lacrime e la delusione sul volto da bambola.

Questo era a Natale. Ora aspettiamo la programmazione di Pasqua, intanto è stato un inverno freddo freddo.

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Posted in: televisione