Una tomba per le lucciole

Posted on 19/03/2011

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In Giappone i cartoni animati hanno la stessa valenza dei film per noi occidentali.
Quando ad esempio lo Studio Ghibli (uno degli studios giapponesi più famosi al mondo) mette in uscita un cartone animato, la gente laggiù va a vederlo come se andasse a vedere un film, senza distinzione tra lattanti e adulti.

a grave for the fireflies,1988

Così se andiamo a guardare un qualsiasi cartone animato giapponese ci accorgeremmo di come la civiltà moderna con tutte le sue energie per fare soldi sia stata fortemente criticata dallo sgancio della bomba su Hiroshima in poi.

Catastrofismo, mutazioni genetiche, guerre atomiche, e poi c’è quel cimitero vivente che è Hiroshima a testimoniare l’insensatezza di quello a cui la società contemporanea aspira ad avere.

A questo punto c’è da dire che il Giappone sembra essere un paese controverso. Accanto a tradizioni arcaiche e sessiste riesce ad affiancare la freddezza di una civiltà ultraprogredita e sempre più dipendente dalla realtà virtuale. Ai paesaggi naturalistici incontaminati unici al mondo affianca la costruzione di mostri nucleari.

E’ una cultura davvero controversa.

Le lacrime di stamane del responsabile della centrale nucleare di Fukushima dopo l’annuncio ai media che le radiazioni propagate hanno raggiunto il livello 5 (” uccideranno molti miei concittadini”) testimoniano il fallimento dell’essere umano assurto a macchina scientifica infallibile. Perché è questo quello che pensiamo di essere, o peggio, che vogliono farci pensare.

analisi dei cibi in Giappone

Il Forum Nucleare Italiano ad esempio si contraddice più e più volte, dà notizie false, e manipola le opinioni. Classifica la tragedia di Cernobyl come “errore umano” ma “il nucleare di per sé è sicuro”, grazie tante. So bene che abito al quinto piano e solo se non mi getto dalla finestra non morirò. Perché la forza di gravità di per sé è sicura.

Mi sono scoperta a chiedere appello alla nostra capacità, tutta italiana, di non portare a termine i progetti politici. E alla nostra mentalità tutta italiana antinucleare che spero verrà fuori al prossimo Referendum.

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Posted in: ambiente