L’eternità di una teoria fantasma

Posted on 06/04/2011

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Diciamo che sono una persona che si lascia coinvolgere abbastanza facilmente, ma solo se riesco a esercitare liberamente il mio sacrosanto diritto alla critica.
Nella mia nuova università sono stata coinvolta in una serie di incontri di stampo marxista sulla guerra in nord africa.
“Sì ma, senza impegno” mi raccomandai, anche se la mia curiosità supera di gran lunga il mio senso di diffidenza.
Il mondo è storto, certo, ci indignamo di qualcosa poi ce ne dimentichiamo mentre addentiamo un cheeseburger al mc donald. Siamo abituati ad essere narcotizzati dall’agiatezza, dalla televisione, dai maitre à penser, dai sorrisi splendenti, dalla moda, dalle tette e dai culi,dalla musica effimera etc etc. E’ vero.
Eppure queste sono cose nate per ridurre l’incompresione stessa del mondo che ci circonda.
Tra parolacce gridate per farmi scuotere e silenzi a intervalli tattici usati per portare l’illuminazione acritica non potevo non reagire.
-Noi non siamo contro la guerra- sarete guerrafondai allora? No.
– siamo contro il capitalismo, perchè la guerra (quella contro l’umanità) è nata dal capitalismo non perchè l’uomo ha dentro di sè il germe della prepotenza- e prima non c’erano guerre?
Poi arriva il momento di capire quali sono le soluzioni possibili. Ma il comunismo. Cioè?
Sarebbe a dire che il comunismo saprebbe fare della scienza da sempre piegata al volere del capitalismo, una risorsa per portare il bene e la pace nel mondo. Questo in teoria. Ma è facile direi, fin troppo, parlare di una cosa che non c’è mai stata come la soluzione che decreterà la fine dei problemi dell’umanità, la fine della sofferenza, dei rapporti tra sfruttati e sfruttatori. Non è forse quello che dicono le religioni?

Tutto quello che sapete sono tutte cazzate. Quello che vi dicono sono tutte cazzate. Beh spiegami perchè tu sei l’unico detentore del sapere, oppure anche tu sei uno dei molteplici queruli  apocalittici spara-balle con l’aggravante di codificare tutto con una teoria economico-sociale di 150 anni fa.

Dire: non sono nè a favore nè contro qualsiasi prodotto di questo mondo, perchè prodotto dal capitale” significa non prendere posizione. Significa scordarsi in che mondo si è, che nulla è determinabile una volta per tutte, che non è facile dire chi sono i buoni e i cattivi, il bene e il male.

Dire: La forza sta nella vivacità intellettuale dei giovani comunisti, non solo significa riprendere uno stantìo slogan degli anni dei partiti di massa ma anche e sopratutto dire tutto e dire niente.

Che lo vogliamo o no facciamo parte di questo mondo. Quando parliamo in antitesi a qualcosa facciamo parte della cosa stessa. Se non scegliamo significa che non abbiamo soluzioni. E non perchè bisogna averne per forza anzi. Ma se ci si presenta come la medicina che curerà il mondo allora dobbiamo prendere una soluzione e pensare a un rimedio possibile. Preferibilmente qualcosa che prenda una visione del mondo e delle convinzioni attuali fuori da un ipercriticismo vecchio e senza uscita.

Se proverete a fare una cosa del genere in un circolo comunista, e credo in altro posto totalizzante come un partito qualsiasi, non farete altro che attirarvi sguardi di biasimo e malevolenza, e il sorriso usato in precedenza per “catturarvi” si trasformerà in cinica indifferenza, quasi repulsione. Anche se devo ammettere che c’è ancora qualcuno lì in mezzo disposto al confronto e al dialogo su nuove visioni e idee nuove.

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