Non ci crederete

Posted on 02/05/2011

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ma io non ci credo. E vabbè che mi sento e mi sono sempre sentita come dire quasi anti-obamiana, sia per quella forte retorica di libertà tanto invocata da egli stesso durante una delle campagne elettorali più “sfarzose” di tutti i tempi, sia perché “non mi fido”, ma anche perché al si vis pacem para bellum non ci ho mai creduto, tanto per rimanere in tema.

Ma Osama, bon’anima (anche se chissà se è il caso di dirlo, per varie ragioni) proprio in campagna elettorale dovevi farti beccare? che caduta di stile. E poi, come dicono in molti oggi, chi mai avrebbe potuto tradirti? e va bene che i rapporti di forza stanno cambiando, ma i maniera così rapida? Riflettiamo.

L’America è in visibilio, le star-splangled banner sveltolano trionfanti in tutto il continente, il male in persona è morto e siamo tutti più sollevati.

Giustamente molti sostengono che è meglio trionfare in silenzio e che non si sa quale beneficio potrebbe apportare alla lotta al terrorismo internazionale.

Mmm.

Qualcosa non mi convince. I cristiani trovano che la notizia abbia un che di divino all’indomani della beatificazione di Giovanni Paolo II, la più veloce della storia si dice. I politici italiani hanno opinioni divergenti, e sì che conoscendo i meccanismi della politica estera un idea diversa da quella che esternano in tv dovrebbero avercela. Nel Pd ad esempio (costruito ad immagine e somiglianza del partito di Obama) sostengono che la morte rapida e indolore (forse) del “principe del terrore” sia servita perché tacesse e non parlasse in seguito sui contatti che lo hanno facilitato in questi anni di fuga in qualche parte nel Pakistan.

A destra un entusiasmo pacato (fin troppo) raccomanda che è meglio stare comunque in allerta chissà quali altri lunghi anni di sangue ci aspettano.

Sì ma, dove sta la verità? da quando è stato eletto una “b” ha sostituito quell’odiosa “S” e il nome Obama ha cancellato quel certo panico che il nome di battesimo del vecchio Bin scatenava in ognuno di noi. I media ovviamente hanno fatto il resto.

Se questa è una nuova primavera della storia devo dire che è stata più rapida che mai nella sua fretta di mostrare e giustificare le cose ma anche nei festeggiamenti. Sembra più un rito che un rinnovamento.

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Posted in: l'opinione