Catene 2.0.

Posted on 05/05/2011

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Lo so che ormai siamo paralizzati. Dov’è finito quell’ardore e quell’entusiasmo che si attivavano una volta di fronte ai regimi e alle ingiustizie con tutte le incoerenze che ne derivavano (:siamo davvero liberi? punto di domanda) e che trovavano la loro realizzazione più suprema in gente come un giovane Pertini senza macchia e senza paura, un Saragat incerto ma dal sangue freddo, intellettuali non militanti che tuttavia hanno segnato la nostra letteratura critica come il romanzo Gli indifferenti.

Non voglio risollevare una polverosa questione che è quella del fascismo l’antagonista dei “buoni” che tuttavia la storia ci mostra passivi in una placida italianità. No.

Ma ultimamente mi sento molto preoccupata. Insomma, ho 24 anni, scrivo un blog, sono su facebook, guardo la tv, ma ci sono cose che mi fanno riflettere. Non è neanche una polemica contro la tecnologia, ma trovo (e l’ho sempre constatato) che ci beviamo fin troppo quello che ci viene snocciolato da media e istituzioni.

Nei miei studi in comunicazione (e qui mi sputtano) ho imparato come prendere per il culo la gente. Anche se attualmente non faccio un mestiere tale da farmelo mettere in pratica sono consapevole di certe cose. Anche se l’istinto gioca la sua parte.

Ma come dicevo mi pare che entusiasmi, festeggiamenti, e progressi tecnologici siano sempre più veloci e inarrestabili macchine per fare cash. Sì insomma tecnologia e informazione sono interdipendenti: se viene fuori una tecnologia superveloce per esempio l’android di apple ecco che quelle bestie in via d’estinzione che sono i giornalisti devono tenerne conto. Così saranno sempre meno giornalisti e sempre più sciorinatori inconsapevoli delle solite 4 notizie di punta che fanno il giro del mondo.

Proprio l’altr giorno in classe parlavamo del pensiero unico, se i media sono o no responsabili del pensiero unico. Lo sono eccome, anche se non in modo diretto. Ci inducono a pensare che dobbiamo sempre essere imboccati da qualcosa anche se l’accensione di questo qualcosa dipende dal nostro controllo.
Non dico per carità di lasciare perdere la tecnologia e di tornare a pascere le vacche: ma che torni il pensiero critico quello che derivava dai libri e dagli insegnanti liberi!

Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l'appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà.

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