Cerchi nell’acqua

Posted on 10/05/2011

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Il viola di un chicco d’uva, il giallo di una spiga di grano, il

una gocciolina caduta in una pozza d'acqua produce grossi cerchi che si estendono su quasi tutta la superficie. Mi piace pensare che avvenga la stessa cosa con la mente: ogni spunto è la base per una riflessione più grande e complessa.

mallo peloso di una mandorla, l’odore dei pomodori nella terra arsa, bisogna conoscerli. Bisogna conoscere da vicino le cose banali e il loro grande valore. Bisogna aver conosciuto il loro colore nonché apprezzarne l’odore e il sapore per capire che importanza rivestono nella qualità delle nostre vite. Un’immagine per quanto bella e ben fatta non renderà mai le stesse esperienze sensoriali di un pomeriggio in campagna a mangiare le more direttamente dal loro cespuglio.
Un’immagine come una convinzione portano in noi l’illusione della realtà, quella realtà in cui eravamo immersi fino a qualche anno fa quando mai avremmo pensato che l’acqua potesse diventare anch’essa soggetta a interessi di privati.
Menomale che a Parma ci sono ancora spazi verdi tutelati in cui si può camminare a piedi nudi e prendere il sole, magari anche leggere un libro all’ombra di un ippocastano.

E Iren cosa ci fa qui? Insomma cosa ci fa nel bel mezzo del parco Ducale questo enorme distributore celeste di acqua? Sopra c’è scritto pressapoco: questa è la tua acqua, gratuita, economica…- quando mi pare di ricordare che nel parco ci sono ancora due belle fontane in stile francese ben funzionanti che portano l’acqua gelida dal sottosuolo a ciclisti, bimbi, mamme, studenti anziani etc. Perché c’è bisogno che Iren mi dica che l’acqua è gratuita? dovrebbe essere scontato.
D’altronde visto che le fontane non possono essere estirpate non vedo la necessità di questa pubblicità sui generis sull’acqua pubblica. L’acqua, anche se molti di noi l’hanno solo vista sgorgare dai rubinetti è una delle poche cose che hanno saltato la moltitudine di grosse filiere e aziende che alterano e lavorano per noi i prodotti che arrivano sulle nostre tavole.
Cosa potrebbe succedere se in una città come Parma una holding come Iren detenesse la gestione dell’acqua e ne facesse il prezzo tenendo conto “dell’adeguatezza del capitale investito”? che un bel 7% del capitale investito da Iren, ad esempio, verrebbe caricato sulle nostre bollette. E qualcuno farebbe profitti su un bene di primaria importanza come l’acqua.
Questo è il flashback che mi viene ogni volta che passo per quel distributore di acqua. Dell’Iren.

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