Il Colloquio (un intermezzino pop-olar)

Posted on 22/10/2011

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Oh. Come vi sentireste se qualcuno, bell’èbbuono, vi chiamasse nel bel mezzo della vostra giornata da studente precario plurilaureatomachenessunomivuole, per un lavoro? Un lavoro! sentito bene, un lavoro.
Io alle stelle. INTERMEZZINO POP. Era un bel settembre inoltrato quando una gentilissima signorina di una società molto nota di assicurazioni mi chiama, mi investe di dolci e teneri elogi: “ma a lei Dottoressa quando farebbe piacere incontrarci?”.
Ero già lì. Messa la camicia da colloquiante e addirittura il profumo, il curriculum tra le mani, e tutto il mio scibile da laureata sul mio volto.
L’ufficio era deserto. Una tipa mi fa compilare un questionario lungo un chilometro circa me, la mia famiglia, i miei desideri la mia formazione.
All’improvviso entra Lui, diointerra, colui che mi esaminerà. Occhi di ghiaccio e sorrisino di convenienza, mi chiama per nome di battesimo. Mi alzo e andiamo nella sala riunioni che in quanto ad aspetto pare sia rimasta agli anni ottanta.
Beh bello come colloquio conoscitivo, parla solo lui. Gli chiedo cosa dovrei fare nello specifico. Mi spiega, mi offusca, poi mi guarda.
“se dovessi darti la possibilità di guadagnare diecimila euro, ma senza che io ti dia un fisso, cosa faresti?”.
Dentro di me lo mandavo in culo. Una via di mezzo, ovvio, stronzo, ho 24 anni, cosa vuoi che ti risponda?
Parla solo lui. Percepisco tutta la freddezza del caso, e di quell’ufficio vuoto con sti enormi tabelloni con i nomi di gente e il guadagno netto a fianco. Brividi, solo a pensarci. Lo guardo e divento indisponente.
Conclude:”quello che volevo sapere lo so già”. Bene, anch’io, mi dico tra me e me.
Sono disoccupata ancora, ma uscire fuori da quella fucina di precariato mi fa godere meglio il sole di settembre che sembra fottersene anche lui.

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