Di pali e di frasche

Posted on 24/11/2011

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24 anni, tante aspettative, tutte insieme, fretta di andare a scoprire cosa si cela dietro i veli della miriade di fantasticherie fatte durante il giorno, a occhi aperti. Si vedono tanti giovani che si rimboccano le maniche, guardano a destra e guardano a sinistra, chiedono fanno dicono. Tanti altri rimangono bloccati in un limbo senza uscita. Lì a fantasticare, di cosa poi.
S’intuisce che bisognerebbe prendere una decisione, che sia ponderata e savia insieme. La migliore. Quella del massimo guadagno. Capire la realtà per alcuni esemplari è come trovarsi di fronte a un muro fitto di geroglifici. Avere l’umore adatto alla situazione, per alcuni esemplari, è come avere il piccone adatto per scalare un enorme roccia. Questi esemplari ascoltano poco se stessi, se lo facessero si troverebbero maledettamente bene, per una volta.
Una volta frequentavo un ragazzo. Stavamo bene insieme, anche se uscivamo e basta o dormivamo insieme spesso e volentieri. Ancora mi chiedo perché ho lasciato quel letto alle 3 del pomeriggio per andare a chiedere consiglio a una persona che non ero io. Perché fuggo di palo in frasca. Ora sento il peso della sua mancanza, come un macigno.

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Posted in: Mondo