Lasciatemi un po’ di me

Posted on 03/12/2011

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Sento di essere già vecchia. Forse perché stanca forse perché in fondo ho sempre sentito il peso della mancanza di una figura femminile più obiettiva della mamma come quella della nonna.

Mi sento ubriaca, travolta, satolla, nauseata, che mi viene quasi da vomitare. Ho subito un intossicazione da stereotipia, un avvelenamento da pubblicità, un incidente frontale con la quotidianità. Sento le gambe amputate da voci rotte nella mischia: perdo il controllo con quello che sto facendo.

E tu, sei troppo lontano per me. Ancora una volta ho ceduto al piacere e alle illusioni, eppure ne ho sentite di storie greche, quelle classiche che dovrebbero metterti in guarda dai facili guadagni e dai gesti poco astuti. Erano così obiettivi gli antichi greci. Distanti da noi immersi in grandi impacchi di opinioni invece. Le idee nell’abisso le azioni confuse simulate in una realtà virtuale. Cosa mi succede? Anche l’amore che sto vivendo, per forza di cose, è virtuale. Ti sento amore mio, tutti i giorni su questo pezzo di metallo. Mi chiami e non sento il calore della tua mano sulla mia spalla, ma un suono secco,  che si fa subito immobile, che fa quello che deve fare.

Divento non il fine delle mie passioni ma il mezzo attraverso il mezzo. Dove sei tu? dove sei, che tanto in fretta hai fatto succedere le cose? Non so se amarti ancora, sei una cosa che non riesco a ricordare, che non vedo. Ma mi ami davvero, domanda.

L’emilia romagna è un enorme banco di nebbia, a giorni alterni è possibile intravedere la balena bianca che smuove i flutti attraverso il tempio di Bonatti. Una bianchezza che graffia il cuore. Lascio la mia vita anelante per un momento. Rivedo i colori della mia vita precedente e vorrei non fossero un sogno. Voi tutti mi mancate, mi mancate e mi mancate. Non sarete produttivi, ma diamine se mi mancate.

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