Di letteratura parlando

Posted on 09/12/2011

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E com’è grande e immenso il mondo quando si ha un libro tra le mani. Come è sporco e corrotto, inafferrabile e seriale quando si ascoltano le risate soffocate dell’ignoranza di fronte a uno show televisivo intagliato ad arte per illetterati e ignoranti.

Perché non c’è nessuno che mi scuota a forza di urla, perché nessuno può dirmi come devo pensarla. Tutto si gioca tra me e chi ha voluto instaurare un dialogo con me da un tempo remoto.

Sono umile, ho sempre letto ciò che ho voluto, non ho una vera istruzione. Ma sento che la strada è diversa, non è finita.

E’ così, non ho paura del mondo, nulla può spaventarmi quando ho un libro tra le mani, quando spengo i suoni molesti, copioni orrendi per gente piatta.

Tu che sei al mio fianco e ridi di un vecchio, ridi di una battuta sporca, simile a tante altre messe in fila affinché tu afferri il leitmotiv, ridi perché sei solo, ridi perché vuoi redimerti in uno scadente girotondo di opinioni omologate.

Ma perché non vivi i tuoi anni, non ti stanchi un po’, perché non ti atteggi a uomo eretto, che ha la testa per sorreggere il cielo e i piedi bien piantati al suolo. Hai faticato tutto il giorno, bravo, ora hai il comando del telecomando.

Io voglio il comando dei miei pensieri e della mia vita.

La sera prima di andare a letto chiudi a chiave bene la porta, affinché tu sia sicuro che nessuno possa entrare e farti del male. Quattro giri, ed è fatta: loro fuori, tu dentro e li hai fregati. Ed è bello isolarsi, credere che ci sia un pericolo costante che aspetta un tuo passo falso. E’ bello farsi due risate con le spalle al sicuro. Eliminando tutti i motivi di disturbo la vita diventa integrale, ed è perfetta così: due risate, un po’ di caciara, spalle coperte, poi posso pensare al mio futuro.

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Posted in: Mondo